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Volto Santo di Manoppello

La reliquia era collocata all’origine nell’altare della Veronica in S. Pietro a Roma. In occasione dell’Anno Santo del 1350 fu trafugata, e nel 1608 venne portata segretamente a Manoppello. Ma l’antefatto di questo furto è raccontato in un manoscritto del 1646. Si narra che nel 1506, a Manoppello, un pellegrino si sarebbe avvicinato ad un certo Giacomantonio Leonelli, consegnandogli un plico con preghiera di trattarlo con cura. Nel 1608 una discendente del Leonelli, Marzia, vedendosi negato il diritto ereditario sull’icona, avrebbe indotto il marito, l’uomo d’armi Pancratio Petrucci, a trafugarla. È qui che il racconto da leggenda si muta in storia. Tutto viene riferito in modo credibile. Perfino la vicenda legale che porta il notaio De Fabritiis prima ad acquisire da Marzia l’immagine sacra nel 1618, e poi a donarla ai Cappuccini nel 1638. Anche se è apparso evidente come la prima parte del resoconto vada ritenuta falsa, non potendo il Volto Santo essere già da cent’anni a Manoppello. Insomma, viene da pensare che il manoscritto ebbe la funzione di costruire un alibi, tale da giustificare il legittimo possesso della reliquia da parte dei Padri Cappuccini.



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